Non basta più la rivoluzione da bar

La bestia vuole uscire, si chiama rabbia.
Prostituzione minorile. Suicidi minorili. Un proiettile uccide un ragazzo. Muore sgozzata una ragazza. Muore a forza di percussioni una ragazza. Bambine uccise e nascoste. famiglie massacrate di botte. La prima ipotesi potrebbe essere: è arrivata la Signora in Giallo in Italia, si sa, lei porta sfiga e ovunque vada muore qualcuno. Seconda ipotesi: la pentola a pressione sta per esplodere.
Sono segnali strani. La situazione del paese fomenta un disagio ed ogni giorno si respira tensione. Le aziende chiudono, i mutui sono irraggiungibili, nessuna tutela sull'immigrazione, nessuna tutela sull'emigrazione, e le strutture energetiche e di comunicazione come possono ci rubano euro. Il barile non costa 90 dollari, costa appena 60 euro, costa meno di tre anni fa a noi europei.
Come venirne fuori?
Con questo stato d’animo, purtroppo, lo vedremo a breve.
Io porto li birre, chi porta la motosega?
A voi la parola.
La realtà e le convizioni

Dobbiamo metterci in condizione di non credere al nostro cervello.
Ogni volta che una convinzione bussa alla nostra porta rifiutiamola a priori.
Adesso farò un esperimento.
Leggi lentamente questa frase:
mi raccomando ogni volta che apri il rubinetto dell’acqua non pensare ad Alessio Adami, mi raccomando guai a te se pensi ad Alessio Adami ogni volta che apri il rubinetto dell’acqua.
Vedete, la mente filtra ciò che ritiene opportuno in funzione delle proprie convinzioni e fa di tutto per utilizzare le esperienze al fine di rafforzare le convinzioni stesse…
Vi lascio con la parte di una canzone di Max (Torno subito, Il presente)
La memoria non racconta la verità
Seleziona solamente ciò che le va
Fa sembrare sempre più bello il prima del poi
Un passato mitico che non torna mai
Ma il presente, l’unico tempo
Questo istante, questo momento
Il presente, sta succedendo
Va goduto, gustato, annusato, mangiato
PS: Non pensare mai al rubinetto dell'acqua.
Salviamo il salvabile

In inverno, le tartarughe e gli orsi vanno in letargo, ma si risveglia una specie molto a rischio: il consumatore plagiato.
Il sabato e la domenica, il consumatore, privo d’identità o vero istinto di aggregazione, si nasconde nell’anonimato della folla, dove? Nei centri commerciali.
Può mangiare un gelato, vedere qualche amico, leggere un po’ di libri, giocare alle consolle e stare al coperto, ma siamo sicuri che il consumatore uscirà da lì senza aver comprato niente? O forse, uscirà con qualche CD a basso costo da 3 euro o qualche altra stronzata?
Salviamo il consumatore, insegniamogli a vivere nelle vere congreghe di amici, a visitare musei, partecipare a manifestazioni di folclore, a passeggiare con la sciarpa in mezzo alle città illuminate.
Salviamoli, salviamoci.
NON E’ LA VERA VITA!
A voi la parola.
Nota: un utente, ha utilizzato il mio nome per promuovere un progetto assurdo. esperimento letterario non è stato realizzato da me. Comunque, mi sono chiarito con l'utente. No problem, andiamo avanti.
Presenze alternate

La crisi del lavoro e lo stralavoro hanno generato i famosi divorzi bianchi.
Il tempo della convivenza.
L’effettivo tempo della convivenza si riduce alle poche ore della sera.
Supponiamo di avere un figlio.
La mattina e pomeriggio all’asilo/scuola.
La sera, un genitore lo prende e lo porta a casa o in piscina o a fare i compiti o dalla nonna, ecc…
Dopo cena un genitore gioca col figlio mentre l’altro pulisce casa.
In realtà quanto tempo entrambi i genitori stanno contemporaneamente col figlio?
Forse il sabato e la domenica.
Quindi, il nucleo familiare si è ridotto in maniera drastica, ma ha un vantaggio, i genitori possono abitare in case separate.
Sembra una sciocchezza, ma aumenta la soglia di privacy di una coppia, che convivente condividerebbe solo i disagi e non i pregi, arrivando poi a sbottare nel divorzio o peggio, nella sopportazione reciproca per il bene del figlio (povero figlio).
Allora, tanto vale far così dall’inizio.
A voi la parola
PS: Vi aspetto Domenica 15 ottobre alle ore 15.30 alla fiera del libro di Pisa che vi regalo l'audiolibro.
Gablu! Gablu! Me homo!
In Italia non leggiamo più.
La spesa dedicata ai libri è di 65 euro annue compresi i testi scolastici.
Ma l’italiano non ha mai letto, non facciamo gli ipocriti.
L’italiano medio considera libreria il reparto dedicato nel supermercato.
Quella non è una libreria. Su quegli scaffali ci sono prodotti di largo consumo, come al banco frigo trovi il prosciutto di larga produzione, non quello genuino del contadino.
I libri si trovano in libreria dopo aver parlato col libraio.
Quando la sera sul divano si vegeta davanti alla TV con accanto un partner che parla solo durante la pubblicità, tanto vale leggere un libro tu e un libro il partner, tanto non vi parlate ugualmente. Magari con un bel cd in sottofondo.
Comunque, 65 euro annue se fossero edizioni economiche da 8 euro, sarebbero 8 libri a testa.
Un po’ troppo ottimista, secondo me.
Infine,
Gablu! Gablu! Me homo!
PS:
Per scrittori neofiti: diffidate degli editori.
Andate sul sito dell’editore che vi interessa, prendete l’elenco degli scrittori che hanno già pubblicato con loro, cercateli in rete e scrivetegli una mail chiedendogli: ti pagano le royalty? Hai un resoconto periodico delle vendite? Distribuiscono il tuo libro? E vedete cosa vi dicono