Continuano a pretendere
Vorrei prendere atto che le
nostre vite stanno finendo in un piccolo
baratro legato alla presenza ansiosa della competizione.
Parlare di competizione può sembrare sano, ma la gara contemporanea ha solo un metro di misura: immagine.
Dopo il Dio soldo,
oggi c’è il Dio immagine.
Ed io che amo ancora il calzini bianchi.
Vi lascio con un dettaglio di poesia.
Non sgualcite la mia vita
è l’unica che indosso.
Tenetemi in disparte,
ma non tiratemi dentro.
Sono uno che nasce e muore,
come i criceti o le iene.
Lasciatemi cadere da solo
in qualche brutto guaio.
Non resterò a corto di problemi
non inventatene di nuovi.
Sono un serpente
non uno squalo.
Masticherò ogni cosa
con la calma essenziale
e resterò al Sole.
Lasciatemi cambiare pelle,
ne indosserò altre.